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Cibo: prevenzione e cura

 

Le informazioni contenute in questo articolo rappresentano una estrema sintesi di un percorso di studio, ricerca e approfondimento personale, e devono intendersi come condivisione di esperienze che debbono sempre essere liberamente valutate e rapportate alle proprie esigenze personali. Al termine di questa tematica, verranno indicate per correttezza e per coadiuvare un eventuale approfondimento personale, le fonti.  

Il contenuto di questo documento non vuole in alcun caso sostituire la consulenza personalizzata di un medico dietologo o nutrizionista, al quale si consiglia di rivolgersi affinché, sulla base delle personali esigenze di salute, indichi un eventuale programma alimentare personalizzato. 

Pertanto, ogni decisione presa sulla base di queste indicazioni dev’essere intesa come personale e sotto la propria responsabilità.

 

 

“Questa tematica non ha la pretesa di essere esaustiva e definitiva, anzi sarà in continua evoluzione e ci si augura in miglioramento, ma come ogni cosa andata a buon fine dovrà pur avere un inizio”. 

 

I consigli che verranno dati non sono frutto di un'opinione personale, bensì basati su studi scientifici. I contenuti sono stati ricavati dalle ricerche medico scientifiche più attuali in ambito alimentare e della salute fisica. Adottando questi accorgimenti molti disturbi e patologie che generano sofferenza a milioni di persone miglioreranno sensibilmente e molte altre troveranno una totale risoluzione, apportando un contributo indispensabile alla qualità della vita. 

 

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Dott.ssa Di Fazio: mangiare bene per sconfiggere il male

 

Da spettatori a protagonisti

 

Per prevenire ed eventualmente curare la propria salute con efficacia e soddisfazione, è indispensabile che le persone vengano educate e comprendano bene quali sono i mezzi necessari a loro disposizione, per divenire da semplici spettatori passivi che sperano nella buona sorte, a protagonisti attivi dove l’operato di ciascuno sarà determinante e farà la differenza tra salute o malattia, guarigione o progressione del male.  Non si può continuare a sperare solo nell’aiuto di altri o nei miracoli della scienza, rimanendo nel frattempo passivamente in attesa della famosa scoperta che ci salverà la vita o ci farà guarire da gravi malattie, create peraltro nella maggior parte delle volte da noi, a causa di uno stile di vita malsano.  Con questo non si vuole  affermare che le terapie, i farmaci o la chirurgia non abbiano la loro importanza nella cura delle malattie, ma che l’operato di ciascuno di noi, soprattutto in ambito di prevenzione (dove pochissimi ne parlano seriamente e il più delle volte viene spacciata come prevenzione la diagnosi precoce, che sono due cose estremamente diverse) può realmente fare la differenza, perché ricordiamocelo bene, il miglior modo in assoluto per curare le malattie è quello di non ammalarsi. Ovvio, per mettere in pratica tutto ciò è necessario assumersi le proprie responsabilità, scrollarsi di dosso la pigrizia e l’ozio e dismettere il ruolo di vittima, in un sistema tiranno che vuole farci credere che l’operato del singolo non conta nulla, divenendo finalmente gli autori della nostra vita e della nostra salute. Solo in questo modo potremmo non avere mai dei sensi di colpa nei nostri confronti e nei confronti dei nostri figli, orgogliosi fino all’ultimo dei nostri giorni di aver vissuto veramente e di essere stati degli esempi di maturità e buon senso.  

 

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Lo sfidante film documentario integrale

 

Ogni essere umano che appare in vita sul nostro meraviglioso pianeta Terra ha diritto ad una vita piena, felice, intensa, che gli piermetta di esprimersi nella sua unicità irripetibile, che gli porti il dono della Saggezza, e che gli permetta di contribuire fattivamente al miglioramento delle condizioni di vita dell'intera comunità umana.

Questo diritto, questo naturale retaggio ad una vita maestosa, gli è stato offuscato.

Ma da che cosa?

Che cosa si frappone tra noi e la vita che desideriamo, i sogni che vogliamo realizzare, la pace che desideriamo raggiungere? Siamo stati condizionati a credere che qualcosa di esterno a noi stessi sia la causa della nostra infelicità, ma non è così. Qualcosa che agisce dentro di noi scatena al di fuori quell'inferno dal quale vogliamo fuggire, ma di cui non riusciamo a privarci. Qualcosa di cui spesso non conosciamo nemmeno l'esistenza, perchè nessuno ci ha mai spiegato dove guardare; tranne, naturalmente, tutte le tradizioni di ricerca interiore che hanno un fondamento nella Verità, perchè tutte, senza alcuna eccezione, indicano da sempre l'esatto punto dove guardare e l'esatto modo di liberarsi.

Un insieme di Forze agisce su ogni essere umano al fine di depotenziarlo e renderlo timoroso, debole, dubbioso, attaccato emozionalmente ad abitudini dannose, e portato ad indugiare invece che ad agire. Questo insieme di Forze è sostenuto dalla nostra non conoscenza dei mezzi che esse usano per depotenziarci, ma può essere inattivato per consentire finalmente alla Consapevolezza che alberga in noi di dispiegarsi verso ciò che è realmente.

Questo insieme di Forze è ciò che in questo film documentario identifichiamo con Lo Sfidante. Un termine di comodo, un segnale indicatore. Verso una realtà che è giunto il momento di svelare e diffondere.

Nel film, vedremo in che modo Lo Sfidante ci depotenzia, quali sono i mezzi che utilizza per farlo, e una possibile via di azione che ci porti a liberarci dalla sua nefasta interazione con noi.

 

Testo tratto interamente dal sito: www.marenectaris.net

Sempre presso questo sito è possibile fare il download sia del testo completo che dello stesso film documentario. 

 

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Io sono lo spazio in cui tutto accade (video)

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Sconfiggere paure e ansia: meditazione (video)

 

Corretta posizione seduta e respiro consapevole

 

La corretta posizione seduta (tutto ciò che verrà detto lo si può estendere anche alla postura eretta), ci permette di mantenere un collegamento con la terra e una buona verticalizzazione verso l’alto, unico modo per poter riportare equilibrio dentro di noi. Infatti il connubio tra terra e cielo rappresenta l’unione perfetta di cui l’essere umano ha bisogno per mantenersi in equilibrio e per poter far fronte ad una realtà, soprattutto quella attuale dove tutto ruota attorno a dei NON VALORI come l’immagine, l’estetica, la performance, il non invecchiare, essere sempre efficienti. Se poi aggiungiamo le incertezze che nascono dentro all’animo delle persone a causa delle guerre, della violenza, dell’instabilità economica, della mancanza di solidarietà e rispetto tra le persone, si può presto capire il perché l’essere umano è così come non mai afflitto da stati d’ANSIA, depressione, alterazione dell’umore come tristezza, rabbia, sconforto e soprattutto PAURA e INSICUREZZE, matrici di quasi tutti i disturbi della personalità.                     Nella posizione corretta seduta e in piedi è possibile cogliere attraverso un atto di ascolto la vitalità, la calma e un appagamento profondo che proviene da una respirazione consapevole.

 

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Curare l'apparato gastrointestinale

 

In questa tematica affronteremo come poter migliorare significativamente le condizioni di salute dell'apparato gastrointestinale, mediante consigli riguardanti l'alimentazione, il movimento, le posture e gli esercizi più indicati per apportare un buon contributo alla funzionalità di questo delicato apparato, che tanto disturba e mette in croce la maggior parte delle persone. Inoltre è da tenere ben presente che da un buon funzionamento dell'apparato digerente, dipende anche il buon funzionamento di tutti gli altri apparati compreso quello scheletrico e muscolare. 

 

Innanzitutto vediamo cosa si intende per apparata gastrointestinale.

L'apparato digerente è formato da un insieme di organi cavi che nel loro insieme, come suggerisce il nome stesso, presiedono all'introduzione degli alimenti, alla loro successiva digestione, all'assorbimento delle sostanze nutritive che contengono e all'eliminazione di quelle inutili o presenti in eccesso. Le principali funzioni dell'apparato digerente sono pertanto quattro:

 

  1. Ingestione
  2. Digestione
  3. Assorbimento
  4. Defecazione
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Incontinenza Urinaria

 

L'incontinenza urinaria è una perdita involontaria di urina. Il disturbo può derivare da una varietà di condizioni, che includono danni fisici, invecchiamento, tumori, infezioni del tratto urinario e disturbi neurologici. Alcune di queste cause comportano solo disagi temporanei e facilmente curabili, mentre altri problemi sono più gravi e persistenti. 

L'incontinenza urinaria può avere un profondo impatto sul benessere emotivo, psicologico e sociale del paziente. Tuttavia, risulta quasi sempre da una condizione medica sottostante, che può essere gestita o curata con successo.

Il disturbo è più comune nella popolazione femminile, sia per l'anatomia del tratto urinario, che per implicazioni ormonali.

Diversi studi scientifici hanno riscontrato che la gravidanza e il parto (tramite taglio cesareo o parto vaginale) possono aumentare il rischio d'incontinenza urinaria. In tali casi, si verifica un indebolimento dei muscoli e dei legamenti del pavimento pelvico, che causa una condizione chiamata ipermobilità uretrale (l'uretra non si chiude correttamente). L'incontinenza urinaria interessa circa il 20-40% delle donne dopo il parto; il più delle volte è transitoria (scompare spontaneamente nel giro di un mese o poco più) e come vedremo in seguito è perlopiù "da sforzo". Anche il prolasso dell'utero può causare incontinenza. Questa condizione si verifica in circa la metà di tutte le donne che hanno partorito. Durante la menopausa, i soggetti di sesso femminile possono soffrire di perdite di urina a causa della diminuzione dei livelli di estrogeni ed è interessante notare che la terapia estrogenica sostitutiva non si è dimostrata utile nella gestione dei sintomi.

Gli uomini tendono a sperimentare l'incontinenza urinaria meno spesso rispetto alle donne. L'iperplasia prostatica benigna (ingrossamento della ghiandola prostatica) è la causa più comune di incontinenza urinaria negli uomini dopo i 40 anni. 

Vediamo ora solo i principali e più comuni tipi di incontinenza.

 

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Dott. Berrino: il cibo dell'uomo e lotta ai tumori (video)

Il cibo dell'uomo e lotta ai tumori e ad altre patologie importanti

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Franco Berrino

Laureatosi in medicina e chirurgia magna cum laude all'università di Torino nel 1969 e specializzatosi in anatomia patologica, si è poi dedicato principalmente all’epidemiologia dei tumori. Dal 1975 lavora all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, dove ha collaborato con il Dipartimento di medicina preventiva e predittiva, oggi diretto dal Dr. Marco A. Pierotti

Autore di centinaia di pubblicazioni scientifiche, è stato uno dei pochi ricercatori italiani chiamati a collaborare al Food, nutrition, physical activity and the prevention of cancer. 

Suoi progetti particolarmente significativi sono quello italiano per lo sviluppo dei registri tumori e quelli europei sulla sopravvivenza dei malati neoplastici nei diversi paesi (progetto EUROCARE) e sulla prevenzione del cancro al seno e delle sue recidive, frutto della collaborazione tra l'Istituto Nazionale dei Tumori e l'Istituto Europeo di Oncologia di Milano. 

È un convinto assertore dell'utilità di una dieta "corretta" per evitare l'insorgere del cancro, tesi spesso illustrata nei suoi libri e nei suoi frequenti articoli sui principali quotidiani italiani.

 

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La Cervicale: conoscerla e curarla

 

Sfatiamo innanzi tutto un comune modo di dire, che è: “ho la cervicale”. Questa affermazione è infatti senza significato, in quanto “la cervicale” non è altro che il nome delle prime 7 vertebre della colonna.

Così come per la colonna lombare, (di cui si è parlato nell’articolo che tratta dell’Ernia Discale) la presenza della naturale curvatura a livello della colonna cervicale è fondamentale perché il collo possa sopportare al meglio il peso della testa e allo stesso tempo per consentire i più ampi gradi di movimento.

Il costante mantenimento di posture in flessione per tempi prolungati o il mantenere per lunghe ore il capo proteso in avanti, come ad esempio nella posizione seduta davanti al computer, in macchina o sul divano, può provocare un’usura precoce dei dischi e/o un sovraccarico muscolare di quei muscoli deputati al mantenimento della postura eretta del capo (questo aspetto verrà ripreso più volte in questo articolo, proprio per l’importanza che riveste per la salute della colonna cervicale). 

L’equilibrio del capo sul collo è mantenuto da un complesso gioco di leve che coinvolgono i già citati muscoli della colonna cervicale, ma anche altri muscoli situati a un livello più profondo e noti come “muscoli della statica”.

I muscoli nucali, in particolare, svolgono l’importante funzione di dover costantemente controbilanciare il peso del capo, che tende a farlo cadere in avanti.

Per questa loro funzione, sviluppano una notevole potenza e spesso hanno un tono di base molto elevato.

Riveste quindi una grande importanza lavorare sulla elasticità di tutti i muscoli che si inseriscono sul collo, in modo da poter permettere una migliore funzione dei movimenti della colonna cervicale ma anche della colonna nel suo insieme.

 

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La Postura: cos'è e come correggerla

 

Il corpo obbedisce a tre leggi:

1. Equilibrio 

2. Economia

3. Confort (assenza di dolore). 

 

Nello schema fisiologico (quindi in uno stato di normalità), l’equilibrio è di primaria importanza in ogni sua dimensione: osteoarticolare e muscolare, viscerale, emodinamica, ormonale, neurologica e le soluzioni adottate sono economiche. Poiché lo schema di funzionamento è fisiologico, è certamente confortevole. 

Nello schema di adattamento invece (dove il corpo e la psiche hanno necessità di trovare delle compensazioni), l’organizzazione del corpo cerca di conservare l’equilibrio, ma accordando priorità all’assenza di dolore.  

La persona fa di tutto pur di non soffrire. Nasconde, si distorce, diminuisce la sua mobilità nella misura in cui questi adattamenti difensivi, meno economici, gli fanno ritrovare il confort. 

Si paga il nostro confort e il nostro equilibrio con un maggior dispendio di energia, da cui deriva una notevole stanchezza. Se il gioco del compenso muscolare non è sufficiente a nascondere, la persona non può rendere sicura la sua verticalizzazione ed è costretta a stare a letto. 

L’individuo in stazione eretta è un compromesso tra la verticalizzazione e il bisogno di nascondere i suoi problemi di ogni ordine. 

L’organizzazione generale del corpo risponde ad una necessità di relazione nella vita. 

Il corpo è fatto per osservare, percepire, reagire, dare. 

 

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Respirare correttamente

 

Esistono tre tipi fondamentali di respirazione:

 

La respirazione clavicolare o alta è la più superficiale e sicuramente quella più scorretta da un punto di vista fisiologico. Durante l’inspirazione si sollevano le spalle, il petto e le clavicole grazie alla contrazione dei muscoli cervicali e intercostali alti, sollecitando in maniera anomala ed esagerata collo, spalle e zona sternale. Si fa un grande sforzo introducendo una minima quantità d’aria e solo nella parte alta dei polmoni.  

2. La respirazione toracica o media si effettua dilatando la gabbia toracica con i muscoli intercostali medi. Sebbene sia migliore della precedente in quanto più profonda, risulta essere ancora non ottimale. 

3. La respirazione addominale o diaframmatica è la migliore poiché porta l’aria nella parte più bassa e più ampia dei polmoni. Il respiro è lento e profondo e il muscolo che viene utilizzato è quello preposto per respirare regolarmente 24 ore al giorno, il diaframma.  

Come respiriamo riflette il nostro stato fisico ed emotivo
Lo stile di vita che la maggior parte delle persone conduce è frenetico e stressante, se poi si aggiungono i problemi familiari, lavorativi e di salute il tutto rischia di diventare un cocktail logorante e molto pericoloso per la salute psicofisica dell’individuo. 

In questa condizione i primi sintomi spesso presenti sono uno stato di agitazione e ansia, nei casi più gravi attacchi di panico e depressione, mentre da un punto di vista fisico possono comparire dolori muscolari, articolari, viscerali e al sistema nervoso.

 

In una situazione come quella appena descritta, come sarà la respirazione? 

 

 

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Respirazione: il Diaframma Toracico

 

I polmoni non contengono muscoli, perciò non possono espandersi o contrarsi da soli. L'aria entra ed esce semplicemente quando si ha una differenza tra la pressione atmosferica e quella che c'è all'interno degli alveoli.

Questa differenza di pressione è garantita dalla contrazione dei muscoli respiratori, il principale dei quali è il diaframma, il quale funzione come un vero e proprio motore che permette appunto all'aria durante l'inspirazione di penetrare all’interno dei polmoni grazie alla sua contrazione, mentre risulta più semplice l'espirazione in quanto l'aria fuori esce dai polmoni in maniera quasi completamente passiva. 

Il diaframma toracico è sicuramente il più importante muscolo della respirazione, ma definirlo solo così è estremamente riduttivo per le sue innumerevoli funzioni ed implicazioni che ha con l’intera struttura psico-fisica.

Andrew Taylor Still, padre dell’osteopatia e grande conoscitore dell’anatomia umana, descrivendo il diaframma toracico disse:
“Per mezzo mio vivete e per mezzo mio morite. Nelle mani ho potere di vita e morte, imparate a conoscermi e siate sereni”

 

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Catena Muscolare Posteriore

Principi di funzionamento

 

 

Il concetto di CATENA MUSCOLARE POSTERIORE (CMP) è stato introdotto per la prima volta nel 1947 da una fisioterapista francese, chiamata Francoise Mezieres.

Mettendo sul lettino un paziente particolarmente rigido, la Mezières si accorse di come, facendo piegare le ginocchia al paziente per correggere un’ampia lordosi a livello lombare, immediatamente la curva si spostò a livello cervicale, con il capo che tendeva a ribaltarsi indietro e che, volendo poi correggere la curva cervicale, questa tornava a ripresentarsi a livello lombare. 

Ella quindi notò che i muscoli posteriori si comportavano come un sistema collegato tra loro, quasi come se fossero un muscolo unico. 

Chiamò questo sistema CATENA MUSCOLARE, descrivendo in questo modo il susseguirsi di un muscolo dopo l’altro che, partendo dalla nuca, arrivava fino ai talloni.

 

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Ernia del disco lombare: prevenzione e cura

La colonna vertebrale è costituita da una serie di vertebre (strutture ossee) poste una sull'altra a formare una sorta di albero.
Ogni vertebra è separata dall'altra per mezzo di un disco intervertebrale, struttura costituita da un nucleo interno (in forma di gel deformabile) e un anello fibroso-elastico esterno che circonda il nucleo stesso.

La funzione del disco intervertebrale è quella "ammortizzante" e di facilitazione per un buon movimento della colonna vertebrale.

Le parti ossee posteriori della vertebra delimitano uno spazio vuoto, che sovrapposto agli stessi spazi delle vertebre sopra e sottostanti, formano il canale vertebrale. Entro il canale vertebrale passano il midollo spinale e le  radici nervose.
La rottura dell'anello fibroso e la conseguente fuoriuscita o sporgenza del nucleo del disco (ernia) causa compressione e sofferenza dei nervi (nervo sciatico in particolare).

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Credits giracrea & grifo.org